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Il colore nelle cose
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Ogni angolo di casa ha un’invisibile voce emotiva

Apri la porta della tua casa e chiudi gli occhi per un secondo: sai dire che emozione ti accoglie? Se percepisci un ambiente piacevole alla pari di un caldo abbraccio probabilmente potrebbe essere merito delle tonalità terracotta, cacao o tabacco che emanano quel senso d’intimità. Se senti un soffio d’aria fresca, forse sono le sfumature mentali mescolate alle tonalità di verdi e azzurri che ti parlano e ti calmano. Stiamo parlando tanto della forza, utilità ed essenza del colore, e quello che racconteremo in questo articolo è un’altra verità sottovalutata: il colore non decora soltanto l’ambiente, ma lo anima.
Nel 2019, uno studio condotto da Olgun Türk e Güneş ha indagato le reazioni emozionali agli ambienti colorati dimostrando che il verde tende verso sensazioni di equilibrio e calma neutra, il rosso attiva stati contrastanti tra eccitazione e nervosismo, mentre il grigio suscita frustrazione o malinconia. Ovviamente non stiamo parlando di magia nera o chissà quali coincidenze, ma di veri dati raccolti in stanze virtuali e meditati da centinaia di partecipanti, che dimostrano che i colori utilizzati sulle pareti, tessuti o tappeti raccontano un’emozione, hanno l’efficacia di un piccolo compagno silenzioso che influenza il nostro sentire, senza bisogno di parole e, quasi sempre, è riflesso della nostra stessa essenza e anima. La nostra casa o la nostra stanza possono raccontare di noi più di quanto noi stessi crediamo di fare. La storia insegna che la psicologia ambientale non nasce oggi, chiaramente. Già negli anni Trenta, il pioniere Faber Birren sosteneva che il colore nelle case non fosse solamente una scelta estetica, bensì un elemento chiave in grado di determinare la qualità emotiva non solo di chi le abita, ma dello spazio stesso. Tra i saggi, da lui scritti, parlava di questo argomento considerando il colore delle case simile alla luce. Il colore diventa allora un personale codice emotivo che modella un salotto, una camera da letto e qualsiasi altro ambiente. È un codice talmente personale che lo possiamo interpretare a nostro piacimento, affinare, trasformare in energia positiva, calma desiderata o addirittura in caos. Gli studi pionieristici di D’Andrade e Egan ci dimostrano che anche una normalissima lampadina colorata potrebbe riuscire a trasformare un interno di un’ambiente in un’esperienza emotiva totale e unica. Per rendere il concetto chiaro, facciamo questo paragone: immaginiamo l’illuminazione come la voce del colore che permette di far parlare ogni luogo in cui essa si trovi; ciò vuol dire che se la luce che scegliamo è calda e dorata, l’ambiente diventa più avvolgente, al contrario, se è fredda e biancastra, assume un’aria statisticamente più “sedativa”. Bastano pochi e semplici accorgimenti per rendere una stanza un terreno fertile di armonia e anima. Pensaci un attimo: quante volte hai provato sollievo entrando in salotti dai toni caldi e avvolgenti? Oppure quanto ti sei sentito distante in un corridoio dalle pareti troppo fredde, illuminate in modo artificiale? Non si tratta di sola suggestione, ma di un vero e proprio linguaggio emotivo che parla senza l’uso delle parole: un puro dialogo tra te e il tuo spazio, mediato dai colori. Parliamo di casa nostra come un diario di umori, in cui il colore è l’inchiostro con cui ci scriviamo sopra.
Alla voglia di cambiare ambiente, come riflesso di un cambiamento interno personale, sappi che non servirà, necessariamente, cambiare casa o ristrutturarla, ma bastano piccoli cambiamenti cromatici che mutano silenziosamente e otticamente la frequenza emotiva di quello spazio. Non si parla solo di colore sulle pareti, ma di qualsiasi oggetto presente in quella stanza: un quadro su una parete bianca può donare calore; una trapunta grigio chiaro nella stanza da letto consente di iniziare la giornata in tranquilla serenità; un tappeto blu profondo vicino al tavolo può aumentare la concentrazione nelle serate di studio o lavoro; e potremmo continuare a fare esempi all’infinito. Talvolta, ti guardi intorno e ti senti stonato con quello che hai scelto tempo fa, senza capire il perché e quel perché è un mismatch emozionale tra il te passato e quello presente: il verde acceso ti ricorda le vacanze, ma dentro senti un bisogno di delicatezza, e il verde salvia avrebbe funzionato meglio. Arrivati a questo punto avrai ben capito che tutto ciò non è solo design, ma psicologia e autoconsapevolezza cromatica, che creano un metodo efficace di comunicazione per affiancare il design degli interni e la propria interiorità. Quindi, come bisogna orientarsi? Inizia chiedendoti: che atmosfera voglio vivere qui? Preferisco calore o freschezza? Se ogni stanza diventasse una stanza dell’anima, l’arredamento smetterebbe di essere solo arredamento, per essere strumenti emozionali, e tu diventeresti il regista del tuo luogo in cui ogni peculiarità ti rispecchia. Allora non ignorare più quei cambiamenti che provi dentro di te ed entrando in casa, ma leggi quei richiami cromatici, giocaci e sfruttali per rendere casa tua riflesso della tua unica personalità. Cambia quello che serve, che stona o non ti rispecchia; cambia il colore delle lampadine, aggiungi cuscini di diverse dimensioni, dipingi le pareti di quella sfumatura che più racconta te. Il colore esiste nelle cose proprio per raccontarti qualcosa. A questo punto ti vogliamo chiedere: e se la tua casa potesse parlarti, cosa vorresti che ti dicesse oggi?

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Giorgia Cillari
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Sono l’anima dietro Amurìa, un filo blu che intreccia emozioni, storie e verità nascoste. Porto con me il sole di Palermo e il cielo mutevole di Roma, cercando in ogni pagina un rifugio dove le parole possano respirare e i lettori ritrovare un pezzo di sé.










